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Uno studio che raffronta Talquetamab in combinazione con Daratumumab o in combinazione con Daratumumab e Pomalidomide versus Daratumumab in combinazione con Pomalidomide e Desametasone in partecipanti ricaduti o refrattari al Mieloma Multiplo

CODICE STUDIO

NCT05455320

TIPOLOGIA

Ricaduti

NOME SPONSOR

Janssen Reasearch&Development, LLc

DESCRIZIONE

Questo studio viene proposto a pazienti con Mieloma Multiplo che abbiano ricevuto in precedenza almeno un trattamento contenente Lenalidomide. Lo studio prevede la somministrazione a due terzi dei pazienti di un nuovo anticorpo monoclonale bispecifico, chiamato Talquetamab. Tale anticorpo ha la proprietà di avvicinare i linfociti T, cellule molto efficaci del sistema immunitario, alle cellule ammalate. Quando il linfocita T si trova vicino alla cellula tumorale, si attiva ed uccide la cellula bersaglio. L’attività di uccisione delle cellule tumorali è estremamente elevata e, di conseguenza, l’efficacia terapeutica è in grado di controllare forme di malattia molto gravi. L’effetto collaterale principale è legato all’attivazione eccessiva del sistema immunitario, ed è rappresentato dalla possibile insorgenza dei sintomi di una sindrome che viene chiamata “sindrome da rilascio di citochine” o CRS. I disturbi tipici della CRS consistono nell’insorgenza di febbre, che può essere anche molto alta, abbassamento della pressione arteriosa, tanto da dovere ricorrere all’infusione di liquidi per via endovenosa, e riduzione dell’ossigeno nel sangue, per cui si rende necessario un supporto con occhialini o mascherina. La severità di questi sintomi è variabile, sebbene, grazie alle terapie oggi disponibili, nella gran parte dei casi sia possibile gestirli in reparto. Nei rari casi più gravi è invece opportuno un trasferimento in terapia intensiva. La CRS compare dopo circa 5-7 giorni dalle prime infusioni di Talquetamab e, generalmente, si risolve in una settimana. Un altro disturbo che può verificarsi in una piccola quota di pazienti è chiamato ICANS e consiste nella comparsa di disturbi neurologici di severità variabile, che vanno da un modesto stato di confusione alla comparsa di crisi epilettiche o coma. Anche in questo caso, grazie ai trattamenti disponibili, è possibile contenere la sintomatologia a forme generalmente leggere o moderate. L’ICANS può comparire dopo alcune settimane dalle prime infusioni di Talquetamab e le sue manifestazioni possono richiedere diversi giorni per risolversi completamente. In generale, tutti questi disturbi sono completamente reversibili e non lasciano esiti. Altri disturbi che si possono verificare in seguito all’infusione di Talquetamab sono la comparsa d alterazioni della pelle e delle unghie, che possono essere anche molto fastidiose e che si attenuano con la prosecuzione del trattamento.

 

In questo studio vengono proposte 3 diverse combinazioni di farmaci. Ad un terzo dei pazienti viene assegnato un trattamento che prevede la combinazione di Talquetamab con Daratumumab e Pomalidomide. Daratumumab viene somministrato per via sottocutanea e Pomalidomide per via orale. L’aggiunta di questi due farmaci incrementa il rischio di sviluppare infezioni e che vi possa essere un abbassamento dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine.

Ad un altro terzo di pazienti viene assegnato un trattamento che prevede la combinazione di Daratumumab con Pomalidomide e Desametasone. Anche questa terapia è altamente efficace e si caratterizza per l’assunzione per bocca dei farmaci Pomalidomide e Desametasone, mentre Daratumumab necessita di essere somministrato per via sottocutanea in ospedale con uno schema che prevede un accesso in ospedale una volta alla settimana per i primi 2 mesi di trattamento, poi una volta ogni 2 settimane per i 4 mesi successivi, quindi una volta al mese dal settimo mese in poi. Il trattamento è generalmente ben tollerato. Come principali possibili effetti collaterali si può segnalare un certo grado di stanchezza, un aumento del rischio infettivo ed un abbassamento dei valori di globuli bianchi, piastrine ed emoglobina.

Infine, al restante terzo dei pazienti viene assegnato un trattamento che prevede la combinazione di Talquetamab con Daratumumab. Gli effetti di tossicità sono quelli sopra descritti per Talquetamab, cui si aggiunge un aumentato rischio infettivo dovuto alla combinazione con Daratumumab.

FARMACI UTILIZZATI

Daratumumab, Pomalidomide, Desametasone, Talquetamab (CAR-T)